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CHIESA di SAN NICOLA o SAN NICOLO’ oggi AUDITURIUM

Venerdì 20 Gennaio 2012 14:32

Notizie di Maria Grazia Sapienza Pesce, bibliotecario comunale.

 

CHIESA di SAN NICOLA o SAN NICOLO’

 

Oggi

AUDITORIUM COMUNALE

Via Etnea

     Ecco cosa avviene quando le Amministrazioni comunali amano la cittadina che amministrano e desiderano farla progredire nel campo culturale.

Edificio religioso abbandonato per tanti anni oggi  riportato agli onori, è stato lasciato tutto ciò che di vetusto vi era  ed è stato restaurato in modo direi  eccellente, con la guida dell’Architetto Ivo Celeschi.

Oggi in esso si svolgono: mostre, convegni, matrimoni civili, etc…

Questo tempio nato per scopo religioso, è situato lungo la via Etnea all’altezza del numero civico 170, frontistante la via Roma (una volta denominata via Cittadella), in posizione equidistante dalla Chiesa Madre e dalla Chiesa di San Vito. 

      Primeggia sulla piazzetta antistante, che non è altro che uno slargo della via Etnea (una volta appellata via Ferdinandea, in onore del re delle due Sicilie Ferdinando), i cosi detti “Quattro Canti”;  questa Chiesa era di proprietà della Confraternita di San Nicola, lo si evince dall’iscrizione riportata al centro dell’arco del presbiterio "Societas Divi Nicolai – 1882”.

         E’ stato costruito nella seconda metà del 1700, dai sodales (i confratelli) della Confraternita di San Nicola, essi appartenevano tutti al fiorente ceto dei contadini, erano uniti dal sacro vincolo di assistenza religioso-funeraria. Tale vincolo consisteva nell’accompagnamento della salma dalla propria casa alla Chiesa di San Nicola dove venivano seppelliti nella Cripta. 

            Si tratta di una chiesa a navata unica, con tetto a botte e due porte laterali, una per la sagrestia e la torre campanaria e l’altra per i fedeli: un altare centrale con tabernacolo e residenza del Santo e due laterali, le cui alcove dovevano essere coperte da due tele. Custodiva le statue di San Nicola e di Santa Lucia. Quella di San Nicola, antichissima, si presume che sia stata la stessa che un tempo si trovava nella Chiesa Madre o Matrice prima che cambiasse titolo. Oggi la statua lignea dorata di San Nicola si trova all’interno della Chiesa di San Vito.

La chiesa risulta di costruzione massiccia, con muri perimetrali costruiti dalla tipica muratura a blocchi lavici legati con malta e piano calpestio del sagrato posto mediamente a + 1.0 m dal piano di viabilità stradale della Via Etnea.

I “sodales” appartenevano tutti al ceto degli artigiani, che un tempo era fiorente a Mascalucia: tra loro erano tutti “fratelli”, uniti da un vincolo di assistenza religioso-funeraria. Quel vincolo li legava alla sepoltura in un luogo comune per tutti gli affiliati, senza distinzione. In sede di accertamenti geologico-tecnici è stata infatti evidenziata la presenza di cripte funerarie.

             I tempi cambiarono e così subì dei mutamenti anche la Confraternita di San Nicolò che, per carenza di soci si dovette fondere con quella di San Vito.

              Si può ammirare la bellissima statua lignea di San Nicola nella navata laterale destra della Chiesa di San Vito.

      Don Santo Giuffrida, suo Prevosto sino agli anni Trenta, soleva celebrare il 6 dicembre, con grande solennità, la festa di San Nicola ed alla fine della cerimonia religiosa distribuiva ai ragazzi  “avellane e noccioline”, affinché potessero giocare e mangiare, molti portavano a casa le noccioline e la loro mamma preparava il torrone.

     La Curia, intorno agli anni quaranta, per mancanza di manutenzione dichiarò la chiesa non idonea all’uso religioso e pertanto cessarono le attività sacre.

      Lo spirito religioso però continuava ad esercitare il suo fascino, infatti la Chiesa accolse, durante la seconda guerra mondiale, gli sfollati che scappavano dalla vicina città di Catania devastata dai bombardamenti. Tantissime persone hanno dormito e mangiato a ridosso dell’altare maggiore, oltre a pregare affinché la guerra finisse.  Lì, nella confusione di bimbi che piangevano per la carenza di cibo, ma non di amore. I cittadini  Mascalucesi li aiutarono molto, donna Mimma, donna Rosa e tante altre quotidianamente portavano loro pane per sfamarli e vestiti per coprirli.

Finita la guerra gli sfollati ritornarono a Catania, mentre alcuni rimasero nella nostra bella cittadina perché affascinati dalle belle ragazze che vi abitavano. I buoni frutti si raccolgono sempre!.

         Con il passare degli anni, molti di quegli sfollati ritornarono a Mascalucia e vi costruirono le loro case di villeggiatura, anche le amicizie durarono nel tempo ed oggi quelli che furono soltanto villeggianti si ritrovano ad essere cittadini di Mascalucia a tempo pieno.

      Il notaio  Francesco Consoli, nel periodo in cui fu Podestà del Paese (periodo fascista), utilizzò la Chiesa come deposito del frumento che serviva per la distribuzione razionata del pane.

       Il Sacerdote don Vito Spampinato,  finita la guerra, la fece riaprire al culto e così si ripresero a svolgere le funzioni religiose.

 Il periodo di ripresa durò poco e di nuovo la Chiesa sprofondò nel più profondo abbandono fino a quando il vice Parroco di San Vito  Padre Giuseppe Padalino la riaprì per utilizzarla come sala di riunione dell’Azione Cattolica dei parrocchiani di San Vito.  Il Parroco Padre Nicola Pappalardo, con felice intuito, fece in tempo a trasferire nella chiesa di San Vito, di cui in quel momento era parroco, i simulacri, gli oggetti sacri e quanto si trovava nella chiesa di S. Nicolò.

            L’antica Sacrestia è stata teatro di sano svago: partite di carambola … giochi di carte per gli anziani briscola – briscolone – scopa: gioia di vincere,  di scherzare e di bleffare … Le ragazze dell’Azione Cattolica solevano preparare stuzzicanti dolcetti per festeggiare gli avvenimenti religiosi insieme agli altri proprio lì in sacrestia.

           Nel periodo natalizio si svolgeva la pesca di beneficenza, proprio nei pressi dell’altare maggiore; mentre all’esterno si ardeva il ceppo di Natale tra le dolci note dei canti natalizi e degli zampognari. Per alcuni anni si è allestito al suo interno il presepe.

            La Chiesa anno dopo anno andò alla deriva, poi, nel 1978, per pericolo di caduta, rimossero la croce che sovrastava il pennacchio del frontone. Il primo atto di una incipiente demolizione.

Fra tutte le chiese del centro di Mascalucia la chiesa di S. Nicolò è quella che subì più danni da parte del tempo e degli uomini. Segni vistosi di tale stato furono il crollo del tetto e della volta della chiesa, molte parti non crollate furono rimosse in tempo per conservarle.

Per la comunità di Mascalucia che, attraverso il restauro architettonico della struttura, ha mantenuto la memoria collettiva delle sue origini, della civiltà artigiana operante sino agli anni cinquanta, oggi profondamente trasformata dal conurbamento dell’abitato con la città di Catania e  attraverso il ripristino della struttura e dei suoi elementi, caratteristici dei primi anni dell’ottocento ha attuato idoneo progetto di ristrutturazione, mantenendo ciò che di antico era rimasto ed il resto moderno, così da non confondere il visitatore!!!

            Chiesa del centro storico, che palpita ancora oggi nel cuore di chi l’ha amata, trascurata dalla Curia, ma non dai Mascaluciesi doc che hanno invogliato l’Amministrazione Comunale ad acquistarla e restaurarla. Oggi trasformata in Auditorium, in centro d’incontri culturali; bella, vestita di abiti moderni!  

     Ma …  dove sono i ricordi di chi ragazzo giocava sugli scalini “A nuciddi”?

… dove sono finiti i ricordi di un tempo non molto lontano, di gioia, di solare allegria di chi possedeva poco, ma godeva molto? …dove la semplicità dei nostri Avi che pregavano San Nicolò perché li preservasse dai disastri e proteggesse i loro figli !!!

              Se le mura di questo edificio potessero parlare … narrerebbero con gioia gli eventi più salienti; negli anni sessanta , non stupitevi, si svolgevano al suo interno tornei di calcetto a quattro… quanta passione, quanta competizione e quanta gioia di vivere … Tre generazioni di giovani Mascaluciesi hanno trascorso in questo luogo momenti di felicità, di spensieratezza … illuminati e guidati sicuramente da quell’alito di religiosità che sempre palpita in questo ambiente!!!  
 
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